“Il pittore e il pesce” a Padova, 22 maggio

Giovedì 22 maggio 2008, alle 18, presso la Libreria Feltrinelli di Padova, presentazione del libro Il pittore e il pesce. Una poesia di Raymond Carver, un’opera di Carlo Dalcielo. Sarà presente Bruno Lorini, curatore del libro. Introduce lo scrittore Marco Bellotto.
Trinità di Carlo Dalcielo
[Questo articolo è apparso nella free press culturale No tag, distribuita presso la Fiera del Libro di Torino].
di giuliomozzi
L’inizio di Città di vetro, il primo dei tre romanzi che compongono la Trilogia di New York di Paul Auster, è esemplare.
Vi si racconta di Quinn, uomo che vive solo a New York, che è stato sposato ma la cui moglie è morta – e il bambino con lei – ; che è stato uno scrittore di poesie, drammi e saggi critici; e che ormai da diversi anni campa scrivendo romanzi gialli con lo pseudonimo di William Wilson. «Una parte di lui era morta, spiegava [Quinn] agli amici, e non voleva che tornasse a tormentarlo. Era stato allora che aveva scelto il nome di William Wilson. Quinn non era più la parte di sé capace di scrivere libri, e anche se sotto molti aspetti continuava a esistere, Quinn esisteva solo per se stesso. Aveva continuato a scrivere perché sentiva che non avrebbe potuto fare altro. I romanzi gialli gli erano parsi una soluzione ragionevole». E fin qui, tutto è quasi normale.
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Il pittore e il pesce: tutta l’opera
Tutto il giorno aveva lavorato come un treno.


Dipingeva per dipingere, sul serio, le pennellate
una dietro l’altra come una macchina.

Poi fece uno squillo
a casa.
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Terminata l’esposizione a Venezia, “Il pittore e il pesce” torna a casa in barca

Terminata l’esposizione a Venezia, Il pittore e il pesce, bene imballato, attraversa la laguna per tornare a casa. Alla guida della barca, Carlo Dalcielo (cliccare per ingrandire).
55 artisti al quadrato nel segno di Carver
[Questo articolo è apparso nel settimanale Il domenicale di sabato 26 maggio 2008]
di M. G. Forlani
A 70 anni dalla nascita (e a 20 dalla morte) di Raymond Carver, Carlo Dalcielo (al secolo Bruno Lorini, allievo e assistente di Emilio Vedova) omaggia il grande scrittore prendendo in prestito il titolo di una sua poesia, Il pittore e il pesce, per un curioso progetto espositivo (Venezia, Fondazione Bevilacqua La Masa, fino al 15 maggio). Una sorta di sceneggiatura visiva del testo, un viaggio fantastico in 55 inquadrature che, attraverso differenti esperienze artistiche, sintetizza gli idiomi del minimalismo letterario americano.
Bruno Lorini e Giulio Mozzi sono gli ideatori di questa “storia”, interpretata da 55 artisti vincolati solo al rispetto della forma quadrata.
Collages e graffiti, acquerelli e disegni, oggetti e manifesti, video e musiche, allora, raccontano l’avventura di quel pittore che non aveva più voglia di vivere e di amare, ma che ritrovò il sorriso come per caso, un giorno come l’altro, uscendo dal proprio studio e imbattendosi in una cascata “abitata” da un pesce gioioso.
Tutto tornò così a sembrargli più bello, e speranza e buonumore sono anche il centro di questo originalissimo percorso (partito dalla Galleria Ricci Oddi di Piacenza) che infonde nel visitatore un inconsueto senso di abbandono alla vita e alla fantasia, spalancando orizzonti di sorrisi e domande a chi non si pone più nessun “perché”.
[L'articolo è piuttosto fantastico. In particolare, segnaliamo che la data indicata per l'esposizione di Venezia è errata. L'esposizione è già chiusa.]
Dagli archivi

Nella biblioteca della University of New Hampshire, come si vede dalla scheda d’archivio qui riportata, è conservata la corrispondenza tra l’editore di The Painter and the Fish, William B. Ewert, e i due autori, lo scrittore Raymond Carver e l’artista Mary Azarian.
The Painter and the Fish. L’edizione originale in 100 esemplari, firmata da Raymond Carver e Mary Azarian
La plaquette The Painter and the Fish, con due incisioni di Mary Azarian, fu l’ultima pubblicazione realizzata in vita da Raymond Carver, in 100 copie numerate da 1 a 74 e da A a Z, esattamente vent’anni fa, nell’aprile del 1988. Sfogliamo il piccolo, prezioso libro (si tratta dell’esemplare B). Cliccare sulle immagini per ingrandirle.


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Scoop di Exibart. Intervistato Carlo Dalcielo
di Stefano Mazzoni
[...] A chi ti senti più vicino nel tuo fare e concepire l’arte?
Io non provengo da un percorso di studi artistici, non mi sono formato sui lavori di altri artisti. Ho cominciato a produrre opere un po’ per caso una decina di anni fa, e solo da allora ho cominciato a guardare i lavori altrui. Credo però che Luigi Ghirri sia l’artista che più mi ha emozionato, ai miei inizi, e al quale devo, per ora, di più.
Da cosa nasce il tuo interesse per la letteratura?
Il mio interesse è soprattutto per le storie, e per il modo di raccontarle. Non sono un appassionato di letteratura.
E cosa significa per te raccontare delle storie?
A me piace innanzitutto osservarle, le storie, immaginarmele quando osservo la vita che sta intorno a me, e farmele immaginare quando le leggo o me le racconta un film. Raccontarle significa farle durare, entrarne a farne parte, renderle mie e allo stesso tempo viverle assieme ad altri. [..]
Dal cielo ai sogni, fino a quest’ultimo lavoro di maggior impatto narrativo. Cosa ispira la tua ricerca artistica?
Non credo che ci sia qualcosa che mi ispiri. Mi piace lavorare partendo dal mio lavoro, trovare all’interno di esso i presupposti per il prossimo, esplorare le strade, o più spesso le tracce, che vi trovo indicate. Mi piace raccontare, e giocare con i modi per farlo. [...]
Cliccare qui per l’intervista completa. L’artista la cui fotografia appare in alto a sinistra non è Carlo Dalcielo.