Il pittore e il pesce. Una poesia di Raymond Carver, un’opera di Carlo Dalcielo


000. Il pittore e il pesce: tutta l’opera, 1

L’elenco degli artisti partecipanti è qui. Il testo intero della poesia di Raymond Carver Il pittore e il pesce è qui.

* * *

Tutto il giorno aveva lavorato come un treno.

Dipingeva per dipingere, sul serio, le pennellate
una dietro l’altra come una macchina.

Poi fece uno squillo
a casa.

E questo fu quanto. Fine della storia,
aveva detto lei.

Lui tremava come una foglia.

E ricominciò
a fumare.

Si sdraiò un po’ ma poi si rialzò,
subito.

Come faceva a dormire se la sua compagna lo sbeffeggiava
dicendo che il tempo stava per finire?

Andò in macchina
fino in città.

Ma non per bere.

No, fece due passi.

Passò accanto a una segheria
chiamata «La segheria».

Odore di legname
appena tagliato, luci dappertutto, uomini che guidavano
furgoncini ed elevatori, che si davano un gran da fare.

Legname ammucchiato fino al soffitto del magazzino,
lo stridere e lo sferragliare del macchinario.

Abbastanza
facile da ricordare, pensò lui. Continuò
a camminare, ora pioveva, una pioggia leggera che vuole
fare il possibile per non dare troppo fastidio
a nessuno

e chiede in cambio solo
che non la si dimentichi. Il pittore
si tirò su il bavero e disse tra sé e sé
che non se ne sarebbe dimenticato.

Arrivò davanti a un edificio illuminato
dove, in una stanza, c’erano degli uomini che giocavano
a carte attorno a un grande tavolo.

Un tizio
con il berretto stava alla finestra e guardava
fuori tra la pioggia mentre fumava
la pipa.

Anche quella era un’immagine che non
voleva dimenticare, ma poi
al pensiero seguente si strinse
nelle spalle. A che serviva?

(vai alla seconda parte dell’opera)








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