Il pittore e il pesce. Una poesia di Raymond Carver, un’opera di Carlo Dalcielo


Carver e l’artista invisibile

[Questo articolo è apparso nei quotidiani del gruppo E Polis dell’area veneta, martedì 4 marzo 2008].

di Francesca Boccaletto

«Il pittore poteva a stento credere ai suoi occhi, alle sue orecchie. Aveva appena avuto un segno, anche se la fede non c’entrava niente. La bocca gli si spalancò di colpo. Quando raggiunse casa aveva smesso di fumare […] e raccolse il pennello». Sono frammenti di una poesia di Raymond Carver, contenuta nella raccolta Orientarsi con le stelle (minimum fax, 2006), e ora reinterpretata attraverso un’opera multiforme che porta la firma di un autore inventato.

Si potrebbe dire che esiste l’opera e non l’artista, ma questa è una affermazione che a Giulio Mozzi, scrittore e padre di vibrisselibri.net, non piace proprio, soprattutto se il riferimento cade sulla sua creatura, Il pittore e il pesce di Carlo Dalcielo: «L’artista esiste nella sua opera – precisa lo stesso Mozzi – D’altra parte, sarebbe bizzarro sostenere che Bruno Lorini e io non esistiamo». Il 9 marzo prossimo la Galleria d’arte moderna Ricci Oddi di Piacenza offrirà al pubblico il risultato finale di un singolare progetto editoriale, che forse sarebbe meglio definire artistico in senso più ampio, data la sua natura complessa. Un progetto ambizioso che ad aprile 2008 sbarcherà anche in Veneto, e più precisamente alla Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia.

Tutto inizia nel 2007, l’idea nasce dalla lettura della poesia di Carver, da cui successivamente sono stati ricavati uno storyboard composto da 54 inquadrature, una sceneggiatura e 54 tavole di altrettanti artisti contattati “direttamente” dall’ideatore (o ideatori) del progetto. Carlo Dalcielo è autore invisibile ma assai attivo: emiliano, classe 1980, perito chimico con “curriculum vitae” aggiornato, già autore del Diario dei sogni, opera del 2003 nella quale raccoglieva una ottantina di disegni realizzati da artisti, critici d’arte, galleristi e scrittori, tutti raffiguranti l’impronta lasciata dalla loro nuca sul cuscino nell’attimo subito dopo il risveglio.

Carlo Dalcielo sembra assomigliare più a Luther Blissett che a uno scrittore in carne ed ossa, ed è un “nome multiplo”. Gli telefoni? Ti risponde Giulio Mozzi. Cerchi un contatto e-mail? Scrivi pure a Mozzi, sono «intimi». Dietro un autore inventato però, c’è un autore vero, anzi due. Dietro le quinte ci sono il già citato Giulio Mozzi, scrittore e “cercatore di talenti letterari”, e il pittore Bruno Lorini, un duo impegnato a dare corpo e vita a una pubblicazione dove scrittura e arte visiva si fondono, partendo da un’origine comune: la poesia di Raymond Carver che dà il titolo all’opera stessa, edita da minimum fax. Le inquadrature degli artisti completano l’esperienza di lettura, perché «tutto ciò che Carlo ricorda dei libri che ha letti, sono le cose che ha viste. Mentre legge, spesso Carlo chiude gli occhi. A volte si addormenta. Mentre dorme, Carlo vede le cose. Quando si sveglia, riprende a leggere […] Carlo non riconosce le parole perché non le vede. Se nella pagina c’è la parola “porta”, Carlo non vede la parola “porta”: vede una porta. Se nella pagina c’è la parola “azzurro”, Carlo non vede la parola “azzurro”: vede che le cose che sta vedendo si colorano di azzurro».

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