Il pittore e il pesce. Una poesia di Raymond Carver, un’opera di Carlo Dalcielo


Un omaggio figurativo a Raymond Carver

[Questo articolo è apparso nel quotidiano il manifesto martedì 11 marzo 2008].

di Giuseppe Caliceti

Ci risiamo. Carlo Dalcielo ne ha fatta un’altra delle sue: un nuovo progetto artistico, una mostra. E per il giovane artista e perito chimico emiliano, – è bene ricordarlo, – la maggior parte delle opere sono proprio l’ideazione e l’ organizzazione di mostre collettive di altri artisti. Questa volta Dalcielo ha letto la poesia di Raymond Carver Il pittore e il pesce e ne ha ricavato uno storyboard in 54 inquadrature. Poi ha invitato 54 artisti a realizzare ciascuno un’opera per ciascuna delle 54 inquadrature, con l’unico vincolo di rispettare la forma quadrata. E’ nata così l’ennesima opera collettiva: l’eclettica mostra “Il pittore e il pesce” inaugurata a Piacenza domenica 9 marzo alle ore 17 nello Spazio espositivo sotterraneo della Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi. Ad accompagnare l’opera-mostra, un bel catalogo che non è proprio un catalogo, ma assomoglia piuttosto a un libro-progetto, un libro-oggetto d’altri tempi, edito dalla Minimum fax nella collana “I libri di Carver”, lo scrittore americano di cui quest’anno cade un doppio anniversario: settant’anni dalla nascita e venti dalla morte.

Nato a Bagnolo in Piano, Reggio Emilia, – dove da qualche mese svettano tre scintillanti ponti del noto architetto spagnolo Santiago Calatrava, – Dalcielo non è nuovo a mettersi in luce in operazioni artistiche anomale. Nel 1980 partecipò senza mai farsi vedere a sue mostre tenute a Padova, Milano, Reggio Emilia, Monaco di Baviera. Nel maggio del 2001 una sua dichiarazione di poetica «Trentadue proposizioni» viene pubblicata in Fiction (Einaudi) di Giulio Mozzi. Nel 2003 uscì a sua firma Diario dei sogni (Edizioni Il prato). Importanti critici e scrittori hanno scritto saggi e articoli sulla sua opera. Insomma, di giorno in giorno il suo curricolo artistico si allunga.

Ma, – questa è la soprendente novità, – Carlo Dal cielo non esiste. Come Babbo Natale. Come la Befana. O come Luther Blisset o il personaggio di un romanzo. Dalcielo è “solo” una creazione immaginaria dello scrittore Giulio Mozzi e dell’artista Bruno Lorini.
Allora tutto è uno scherzo?

No, è tutto vero. Basta andare a Piacenza e ammirare questa strana mostra: una mostra narrativa, forse la prima nel suo genere, a metà strada tra letteratura, arte visuale, graphic novel. Questo è il paradosso e l’intelligenza di questa operazione che si replica in forme diverse da oltre un decennio.

Visitare la mostra “Il pittore e il pesce” di Piacenza mi ha fatto venire in mente un’altra mostra che visitai a Reggio Emilia, ormai più di vent’anni fa, del poeta e avvocato patafisico emiliano Corrado Costa, legato alla frangia emiliana più visionaria della Neoavanguardia. Si intitolava “Invisibile pittura”. Ti presentavi lì alla mostra, Costa ti accoglieva e ti spiegava i suoi quadri appesi alle pareti, le sue opere. Ma appesi alle pareti della sala mostra non c’era niente. Solo muro. Muro e altro muro. Quella era la mostra. Costa Corrado che ti raccontava i suoi quadri invisibili.

Il tempo passa, cambiano le idee. Fortunatamente l’incomunicabilità e l’ambiguità dell’opera non sono più un meccanico sinonimo di poeticità e artisticità. In “Il pittore e il pesce” l’operazione è opposta. Non esiste pagina o quadro bianchi. L’opera in mostra c’è. Anzi, ce ne sono molte. E di più autori. E si vedono benissimo. Questa volta manca l’artista. Perché Dalcielo non esiste, è invisibile.
Forse è proprio la sua invisibilità la vera opera d’arte? Può darsi.

A ogni modo, l’ identità dell’artista inesistente viene sistematicamente riempita da altri, artisti e scrittori viventi, tra cui quel Giulio Mozzi che da alcuni mesi, forse non a caso, si definisce ex-scrittore.

In questi anni Dal cielo sta continuando a tenere mostre in giro per l’Italia, – anche questa da Piacenza passerà presto a Venezia. Ha cataloghi, riceve promettenti critiche specializzati. Il suo curriculum si allunga. La sua biografia si arricchisce ogni giorno di particolari. I suoi interventi critici e racconti in rete e fuori dalla rete si moltiplicano. Dal cielo vive, insomma. Pur non esistendo, vive sempre più intensamente. E Mozzi e Lorini non si stancano mai di chiamare a raccolta scrittori e artisti per partecipare a questo gioco, che però forse è una poetica, un manifesto garbato e sottile contro il panorama artistico, editorale e culturale italiano di oggi.
Non si fa mai vedere pubblicamente. Non rilascia interviste né alla radio né alla tv. Insomma, proprio perché non si vede, Dalcielo è un artista da tenere d’occhio.

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