Il pittore e il pesce. Una poesia di Raymond Carver, un’opera di Carlo Dalcielo


Carver, un racconto per immagini

[Questo articolo è apparso oggi 22 marzo 2008 nel quotidiano Libertà di Piacenza].

di Anna Anselmi

Il racconto in versi Il pittore e il pesce di Raymond Carver è diventato un racconto per immagini, che si può “eggere” fino a domenica 30 marzo, sulle pareti dello spazio espositivo sotterraneo della Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi. Dopo diche, approderà a Venezia, alla Fondazione Bevilacqua La Masa. Ma si potrà continuare a scorrerlo sulle pagine del volume, a cura di Bruno Lorini e Giulio Mozzi, che accompagna la mostra, edito da minimum fax, nella collana I libri di Carver, dedicata all’opera omnia dello scrittore statunitense.
Dalla raccolta Il nuovo sentiero per la cascata, 1997 (e ripubblicata poi nell’antologia poetica Orientarsi con le stelle, 2006) è tratta la poesia filo conduttore dell’operazione per la regia di Lorini, pittore, e Mozzi, scrittore, affidata al loro alter ego Carlo Dalcielo.
Un giovane artista, immaginato con natali a Bagnolo in Piano nel reggiano, nel 1980, frutto in realtà dell’inventiva di Lorini e Mozzi, che hanno anche provveduto a un curriculum di mostre e curatele, più un libro, Diario dei sogni, presente alla Ricci Oddi, insieme a una vetrina di testi carveriani, realizzata in collaborazione con la biblioteca Passerini Landi.

Carlo Dalcielo, dunque, ha elaborato uno storyboard, affidando un’inquadratura ciascuno a cinquantacinque artisti (tra cui una manciata di colleghi al pari di lui fittizi, come Giovanna Melliconi, autrice di un emblematico ritratto di Carver con il pennello in mano, Boris Ruencic e Franco Brizzo), chiamati a rendere visivamente, con tecnica e linguaggio liberi, più o meno un verso della poesia.

Ne è derivata una sorta di pellicola sospesa, “fotogramma” dopo “fotogramma”, nella densità di frammenti, comunque autoconclusi. Chi guarda, può scegliere la velocità di scorrimento del “nastro” (che si avvolge in senso contrario, antiorario, ma solo per il percorso obbligato determinato dal luogo, è stato spiegato), in un gioco di rimandi tra la suggestione dei versi del cantore dell’America altra (quella più marginale, degli esclusi) e le impressioni, colte sulla carta, sulla tela, nelle fotografie e nei video degli artisti.

foto_riccioddi_02.jpgUna storia di solitudine, di rapporti interrotti o spezzati, meditazione folgorante sui meccanismi della creazione artistica, che passa per l’isolamento del pittore nello studio (vedi i lavori di Paolo Cervi, Sophie Franza, Sara Rossi, Luca Chablot, Massimo Boldrin e il desolato interno di atelier di Luca Bertolo), un malinconico viaggio senza meta, sotto la pioggia (tra le tappe: lo scorcio dinamico e impersonale catturato da Alessandro Rinaldi, lo sfiorare di vite di sconosciuti con Leonardo Cemak, la rivelazione istantanea colta nel guizzo di un pesce da Katja Noppes), per ritornare a casa, “pronto a ricominciare”, nell’operosità tranquilla e feconda narrata nella scatola-microcosmo di Caterina Santambrogio, nella sineddoche espressiva di Francesco Fantini, nel riassunto concentrato di Federico Maggioni.

Il cerchio si chiude con il pensiero finale che è ancora per la donna da cui è stato lasciato con una telefonata: l’evocazione delle sue “labbra arricciate” è di Gabriella Giandelli, alla quale si devono varie copertine di Carver per minimum fax, tra cui quella de Il pittore e il pesce, con introduzione di Gabriele Dadati e Stefano Fugazza e un contributo di Carlo Dalcielo.

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